I Tarocchi “illuminati” Visconti di Modrone o Cary-Yale

da Apr 6, 2023Storia dei Tarocchi

I Tarocchi Visconti di Modrone conosciuti anche con il nome Cary Yale o Tarocchi di Filippo Maria Visconti, oggi conservati presso la libreria Beinencke di Yale, sono un mazzo di carte da gioco storiche dipinte a mano con preziosi fondali in oro e argento, indubbiamente uno dei mazzi di Tarocchi più antichi e rari al mondo, che fonde elementi dell’arte italiana del Rinascimento con simbolismi e allegorie tipiche dell’iconografia medievale.

I loro tanti nomi derivano o dalla committenza del mazzo: il duca di Milano Filippo Maria Visconti, dai proprietari storici i Visconti di Modrone o dalle successive proprietà nello specifico Melbert.B. Cary J., artista, tipografo e collezionista di carte negli anni ’20 e ’30 la cui vedova nel 1967 donò la collezione alla Yale University, dove attualmente risiede nella Beinecke Rare Book and Manuscript Library ed è indicata come Cary Collection of Playing Cards.

Fatti salienti del mazzo Visconti di Modrone o Cary-Yale

Il mazzo di Tarocchi Visconti di Modrone fu creato in Italia per il duca di Milano Filippo Maria Visconti, della famiglia Visconti che deteneva il potere della città, la committenza Viscontea che lo accoppia ad altri due importanti mazzi di Tarocchi quattrocentenschi è ormai un fatto assodato presso gli storici. Su molte di queste carte, infatti, sono ben distinguibili degli emblemi che si riferiscono alla famiglia Visconti.

Tra i dettagli più citati: la corona con i rami di alloro e di palma, i motti A bon droyt (“a buon diritto”) e Phote mante (cioè il faut mantenir, “bisogna mantenere”).

Meno certa è invece la datazione dei Tarocchi Visconti di Modrone alcuni poggiano le loro ipotesi partendo dalla carta degli amanti che rappresenta quasi certamente un matrimonio importante di casa Visconti e casa Savoia per la presenza evidente dei due stemmi sul baldacchino che sovrasta gli sposi e la cui celebrazione potrebbe essere il motivo stesso della committenza, ma sembra non sia facile per gli storici individuare di quale matrimonio si tratti.

Storia dei tarocchi - Visconti di Modrone - Trionfi

Alcuni sostengono i due sposi siano Filippo Maria Visconti e Maria di Savoia sposi nel 1428, moglie però già ripudiata negli anni ’40 periodo più plausibile della creazione del mazzo; altri invece, attribuiscono il motivo del mazzo alla celebrazione pubblica del matrimonio di Galeazzo Maria Sforza con Bona di Savoja avvenuto nel 1468 datandolo all’incirca in quel periodo, altri ancora sostengono, invece, che la scena degli amanti sia una scena “di genere” non connessa ad alcun matrimonio.

Altri invece ritengono più importante il fatto che su tutte le carte di Denari sia incisa la faccia del fiorino d’oro coniato dal duca Filippo Maria Visconti nel 1442.

Questo fiorino rimase in circolazione fino alla morte del duca nel 1447, quando il governo di Milano passò alla Repubblica Ambrosiana. Nel medesimo anno fu coniata una nuova moneta, l’ambrosino d’oro, che rimase in uso fino al 1450. Dunque, si può affermare con certezza che i Tarocchi di Yale furono realizzati tra il 1442 e il 1447.

Wikipedia

Altri ancora sostengono che i due gruppi del mazzo abbiano avuto “nascite diverse” e quindi date diverse e autori diversi.

Per quanto riguarda l’autore del mazzo di Tarocchi Visconti di Modrone alcuni dicono che il mazzo sia attribuibile a Michelino da Besozzo, sulla base della testimonianza fornita da Pier Candido Decembrio, biografo del duca Filippo Maria Visconti, altri lo attribuiscono a Bonifacio Bembo, autore anche del “Mazzo Brambilla” o al fratello Andrea, c’è poi, come si accennava chi sostiene l’ipotesi della doppia nascita e quindi contempla l’ipotesi che entrambi gli autori siano palusibili.

Composizione del mazzo di Tarocchi Visconti di Modrone

Quale sia la composizione originale del mazzo è ancora motivo di dibattito tra gli storici, allo stato attuale il mazzo di carte è costituito da 66 carte di 189 x 90 mm e risulta incompleto abbiamo:

I Trionfi dei Visconti di Modrone

Il numero dei Trionfi pervenuti fino a noi è 11 ma le particolarità di questo mazzo, tra cui come vedremo il maggior numero di Carte di Corte, non ci fa supporre l’esatto numero originale di carte nel mazzo.

Fra i Trionfi infatti troviamo tre virtù teologali Speranza, Carità e Fede e la virtù cardinale Fortitudo presente poi classicamente nei mazzi di Trionfi, e poi l’Imperatrice, Imperatore, Amanti, Carro, Morte, Giudizio e Mondo.

Carte di corte

Del mazzo sono arrivate fino a noi 17 Carte di Corte divise per quattro semi italiani quasi tipici: Spade, Denari, Coppe e…Lance al posto dei Bastoni. Questo mazzo però presenta una particolarità nel numero delle carte di corte ai soggetti soliti Re, Regina, Fante e Cavaliere, infatti, vengono aggiunti anzi aggiunte due dame, a piedi e a cavallo. Le carte infatti sarebbero dovute essere 24.

Spade: Re e Regina, Dama e Dama a cavallo.

Lance: Regina, Dama, Fante e Dama a cavallo.

Denari: Re, Regina, Dama, Cavaliere e Dama a cavallo.

Coppe: Re, Dama, Fante, Cavaliere

Carte numerali.

Il gruppo delle carte numerali è praticamente completo, l’unica carta che manca è il 3 di denari.


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